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04/12/2020
Roma Prati, da palude a quartiere borghese
Prati, da palude a quartiere borghese
Prati, da palude a quartiere borghese

Il Rione Prati si trova sul lato destro del Tevere. In epoca romana è una zona di canneti e vigneti di proprietà imperiale.

Per molti secoli questa distesa di campi coltivati, prati naturali, pascoli e paludi è teatro di vicende militari. Viene attraversata da Visigoti, Vandali, Ostrogoti.

Nell'800 vi si accampa Carlo Magno. Durante il Sacco di Roma, vi bivaccano i Lanzichenecchi, nel 1798 le milizie francesi e, dieci anni dopo, le truppe napoleoniche.

Nell’Ottocento i Prati, detti di Castello per la vicinanza di Castel Sant’Angelo, diventano meta preferita dei romani per le domeniche d’estate e i pomeriggi d’autunno.

Fino al 1883, quando sui prati iniziano a crescere i palazzi per la nuova classe dirigente del neonato Regno d’Italia: nasce il rione Prati, il cui impianto urbanistico, geometricamente regolare, viene studiato in modo che nessuna delle nuove vie abbia come sfondo la Basilica di San Pietro.

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