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18/02/2021
Isernia, la città dei merletti a tombolo
Immagine Isernia
Immagine Isernia

Isernia è famosa per l’arte del merletto a tombolo, che arrivata nel XIV secolo dal Regno di Napoli, viene diffusa in città dalle suore spagnole dei monasteri di Santa Maria delle Monache e di Santa Chiara.

Isernia ha origini molto antiche: è uno dei primi insediamenti paleolitici documentati d’Europa.

La vera storia della città inizia con i Sanniti, che, tra il IV e il III secolo a.C., la scelgono per la sua posizione strategica.
Agli inizi del III secolo a.C., dopo la vittoria di Roma sul Sannio, diventa colonia romana con il nome di Aesernia. Dopo la caduta dell’Impero romano, la città viene distrutta dai Vandali di Genserico e dai Saraceni.
Nel VII secolo rinasce sotto i Longobardi del ducato di Benevento. Conquistata dai normanni, entra a far parte della Contea del Molise.
Nel XIII secoloFederico II la trasforma in una delle più grandi e importanti città della contea. In epoca sveva è “terra regia”. Passa quindi agli Angiò e poi ai D’Aragona.
Nel 1521 diventa città del Regno di Napoli.
Nel 1638 Isernia, con relativo feudo, viene messa in vendita. Se l’aggiudica il duca di Montenero. Nel 1644 la rivende ai D’Avalos che la tengono, salvo una parentesi tra il 1699 e il 1710, fino al 1742 quando i cittadini la riscattano per 43.000 ducati.
Nel 1780 è la città più popolosa del Contado di Molise.
Nel 1799 si oppone ai Francesi che cercano di conquistare il Regno di Napoli e nel 1860 ai garibaldini.

Nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale, viene quasi rasa al suolo da un pesante bombardamento.
Verso la metà del XX secolo inizia un piano di recupero della città. Nel 1957, con la nascita del Molise dalla divisione dell’Abruzzi e Molise, comincia a prendere piede l'ipotesi dell'istituzione della provincia di Isernia, che si realizzerà, nonostante le proteste, solo nel 1970. 

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