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01/02/2022
Paganica e il "facocchio" aquilano
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Il “facocchio” è l’artigiano che costruiva e riparava i carri trainati da asini, cavalli o buoi: mezzi che, fino agli anni Sessanta, erano indispensabili per riportare dai campi alle aie tutti i prodotti della terra o, in autunno, per trasportare le barbabietole da zucchero alla stazione di Paganica da dove partivano per lo zuccherificio di Avezzano.

Nel 1937 un carretto poteva costare anche 800 lire e nel 1947 in media 10.000 lire.

La costruzione di un carro era complessa e articolata: si parla di convergenza delle ruote di legno, assale, giogo ed equilibratura. E interdisciplinare: il lavoro di falegname si integrava con quello del fabbro, del ferramenta e del decoratore. Le regole erano molte.

A Paganica c'è un museo dedicato ai carri e ai carretti, trainati da animali in uso fino a 50 anni fa.