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21/07/2020
Paganica, tra fagioli e zafferano
Paganica, tra fagioli e zafferano
Paganica, tra fagioli e zafferano

Paganica si trova ai piedi del Gran Sasso.

È una frazione dell’Aquila, famosa per la coltivazione dei fagioli, che dal 2014 sono presidio Slowfood, e dello zafferano che dopo una lenta e inesorabile regressione, è tornata in auge tra i giovani agricoltori.

Le origini della cittadina risalgono alla Roma repubblicana.
Nel XII secolo diventa il centro più importante della conca vestina.
Nel 1254 partecipa alla fondazione dell'Aquila, di cui seguirà le sorti.
Se il XIV secolo è uno dei periodi più brillanti della sua storia, il secolo successivo segna l’inizio della sua decadenza: viene prima assediata da Braccio da Montone e, successivamente travolta da una serie di terremoti e dalla peste che si ripresenta anche nel 1502.
Nel 1529, per volere di Carlo V d'Oranges, viene infeudata al dominio di Roderigo de Arzes: da allora, per circa due secoli, passa nelle mani delle famiglie Carli, Carafa, Caracciolo, Vitelli, De Torres, Mattei, per finire, intorno alla metà del Settecento, in quelle di Ignazio Di Costanzo.
Nel 1656 arriva una nuova pestilenza e 1703 il paese viene quasi distrutto dal terremoto.
Nel XIX secolo riottiene la sua indipendenza, ma la perde nuovamente nel 1927 quando viene aggregata all'Aquila.
 

Nel 2009 viene devastata dal terremoto.
Nel 2011 sono iniziati i lavori di restauro, che hanno recuperato parte del patrimonio storico.

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