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28/01/2021
Roma Magliana, dai cliché negativi alla rinascita
Immagine ROma Magliana
Immagine ROma Magliana

La Magliana è un quartiere della zona sud-ovest di Roma. È stato costruito a metà degli anni ‘60 su un’ansa del Tevere al di sotto del livello degli argini del fiume.

Per anni il suo nome è stato sinonimo non solo di lotte proletarie per la casa, ma anche di cronaca nera con l’omonima banda, che dalla seconda metà degli anni Settanta seminò violenza nella Capitale.

Cliché, luoghi comuni, che oggi nulla hanno più a che fare con questo quartiere che si sta rigenerando dal punto di vista urbanistico, sociale e culturale: le associazioni, le scuole di musica e di cinematografia, i comitati di quartiere, gli artisti di strada hanno riscritto la storia del quartiere con le idee e i progetti, con l’accoglienza, l’integrazione e le nuove aree verdi (Parco Tevere della Magliana).

La Magliana ha una storia che risale all’epoca romana quando da qui passava la strada che conduceva a Portus (Fiumicino) e quando, nel luogo in cui oggi si trova la chiesa di Santa Passera, si erano insediati gli immigrati egiziani di lingua greca, impiegati come maestranze del porto fluviale.

Tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo viene edificato il Castello della Magliana, residenza di caccia dei Papi.

Nel 1859 viene costruita la prima ferrovia dello Stato Pontificio che unisce Roma Trastevere a Civitavecchia.

Negli anni Venti l’agronomo piemontese, e senatore, Michelangelo Bonelli trasforma la zona paludosa di Pian due Torri in vigne, campi, frutteti, appezzamenti per le mandrie.

Tra la metà degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60 con la costruzione della linea B della Metropolitana, dell’aeroporto di Fiumicino e le Olimpiadi del 1960, il quartiere diventa oggetto di speculazione edilizia: costruzioni intensive abusive e fabbricati industriali si affiancano alle vecchie borgate, offuscandone la memoria storica.

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