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03/06/2022
La città di Ardea nell'agro romano
Immagine di Ardea
Immagine di Ardea

Ardea è una cittadina dell’agro romano a sud di Pomezia.

Sorge su una rocca tufacea che affaccia sui Castelli romani e sul Mar Tirreno.

È conosciuta per la qualità delle proprie fonti d’acqua detta acetosa per la concentrazione di bicarbonato, calcio e magnesio.

Qui, nel 1964, venne a vivere lo scultore Giacomo Manzù che, nel 1969, creò il Museo Amici di Manzù.

Secondo la leggenda Ardea fu fondata da Ardeas, figlio di Ulisse e di Circe, o da Danae e Pilumnio.
L'origine del nome, come riferito da Ovidio nelle sue «Metamorfosi», fa riferimento all'alzarsi in volo di un airone cenerino (ardea cinerea) dopo la distruzione della città, al tempo capitale dei Rutuli, ad opera di Enea.

Dall'VIII al VI a.C. fu uno dei centri più importanti del Lazio meridionale. Ora alleata ora nemica di Roma, la città iniziò un lento declino tra il III e il II secolo a.C. e riprese a crescere solo dal IX secolo.

Fu possedimento dei monaci benedettini della Basilica di San Paolo fuori le mura fino al 1421, anno in cui fu ceduta agli Orsini.

Per secoli fu oggetto di aspre contese tra le antiche famiglie nobiliari: Colonna, Borgia, Caffarelli, Savelli, Annibaldi, Cesarini, Del Drago.
Nel 1816, considerato l’esiguo numero di abitanti, divenne una frazione di Genzano di Roma.
Nel 1817 fu assegnata, con Pomezia, al comune di Roma.
Nel 1932 grazie alla bonifica del territorio si ripopolò.
Dal 1970 è comune autonomo.